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    January 27

    LA TORTA

    Scrivere è un bisogno naturale e infatti come il mangiare, se non ci penso o non è tempo,è un desiderio che resta nascosto, finché uno stimolo  non lo porta prioritario all’altezza del ventre.

    Un anno di digiuno nel tentativo di raggiungere un “ raccoglimento interiore”, un “reset cognitivo” o “restyling delle percezioni” (virgolette,tante virgolette) , ma il gorgoglio che ho allo stomaco ormai è così forte che quasi ha voce propria.

    Amicizia, sesso, amore... potrei fare un gran parlare delle questioni che mi hanno inseguita mio malgrado, crogiolandomi nei discorsi che non vi cambierebbero.

    Assumerei meravigliosi toni criptici e vagamente saggi parlando di verità che per altro non ho, e direi parole che quindi, non direbbero nulla.

    Vi parlerò piuttosto delle notti incappottate nel cielo rustico di Collelongo e di quelle passate seduta in un oblò masticata da una nave e da un buio che spaccano il mare.

    Vi dirò dei miei sogni di Magritte fatti stesa su lenzuola verdi a pois, o degli arabeschi nobili che le ombre delle tende imprimono  sulle carni bianche e umide degli animali.

    Vi dirò del fracasso sonnolento del corridoio interminabile in un albergo, dove la solitudine viene a trillarti nelle vene.

    Vi dirò di quei luoghi e di quelle persone che tra segreti e fiabe, tra sampietrini e birra, ogni volta che volevo sparire mi legavano parole in gola allontanando l’agognato ZERO.  

    Non posso raccontarvi le conclusioni, ma posso dirvi qual'è il percorso che inevitabilmente mi ha riportato al punto di partenza con in tasca due insignificanti idee in più.

    È finita l’astinenza che in realtà non è mai cominciata e ora dunque devo cominciare a digerire o vomitare tutto quello che in questo anno ho fatto finta di non pensare.